Cambiare il dominio o la piattaforma di un brand è spesso la scelta giusta: un nome migliore, una tecnologia più veloce, un pannello facile da usare. Per il traffico organico, però, è il momento più rischioso nella vita di un sito. Negli anni i motori di ricerca hanno attribuito un valore a ogni indirizzo; se durante il trasferimento quel valore non passa al nuovo indirizzo, i posizionamenti possono impiegare mesi a riprendersi.
Vanity Clinic, che accoglie pazienti dall'estero e pubblica in più lingue, passava contemporaneamente a una nuova piattaforma e a un nuovo dominio. La ricerca organica era la sua principale fonte di pazienti. Alla fine il nuovo dominio, nei primi cinque mesi, ha superato gli ultimi cinque del vecchio sito: clic organici +72%, impression +33%. Ecco in sintesi i passi seguiti.
1. Elencare tutti gli indirizzi del vecchio sito
La sitemap da sola non basta. Unite gli URL da Search Console, analytics e strumenti di scansione; non trascurate pagine con link esterni, usate in vecchie campagne o appartenenti alle versioni linguistiche. La qualità di una migrazione dipende dalla completezza di questo elenco.
2. Stabilire la nuova destinazione di ogni pagina
Ogni vecchio indirizzo dovrebbe avere un solo corrispondente, il più vicino possibile, nel nuovo sito. Reindirizzare tutto alla home sembra semplice, ma i motori spesso lo trattano come una pagina persa. Per Vanity Clinic abbiamo costruito la mappa dei redirect 301 pagina per pagina.
3. Mantenere le versioni linguistiche e hreflang
Nei siti multilingue l'errore più comune è spezzare il legame tra le versioni linguistiche durante il trasferimento. Verificate che ogni pagina indichi le sue corrispondenti nelle altre lingue e che la struttura resti identica nel nuovo sito.
4. Non perdere titoli, descrizioni e contenuti
Un nuovo design non significa per forza nuovi testi. Modificare senza criterio titoli, descrizioni e contenuti delle pagine posizionate significa muovere due variabili insieme. Prima migrate, poi migliorate misurando.
5. Avvisare Search Console
Verificate il nuovo dominio, usate lo strumento di cambio indirizzo e inviate le nuove sitemap. Mantenere verificato per un po' il vecchio dominio è importante per vedere i problemi.
6. Seguire ogni giorno le settimane dopo il lancio
Una migrazione non finisce premendo pubblica. Nelle prime settimane controllate ogni giorno errori di scansione, pagine 404 e cali di posizione, correggendo subito ciò che trovate. Seguiamo posizioni e clic in Search Console e scansioniamo il sito con seorankup.ai, uno strumento sviluppato da noi, per individuare link interrotti e pagine 404.
7. Confrontare i periodi giusti
Per misurare il successo di una migrazione confrontate periodi di uguale durata e considerate la stagionalità. Per Vanity Clinic abbiamo confrontato i primi cinque mesi con gli ultimi cinque del vecchio sito; il tasso di clic è salito dal 2,2% al 2,8% e la posizione media è migliorata da 9,1 a 8,7.
In breve
Se ben pianificato, un cambio di dominio non è una perdita ma un'occasione per ricostruire le basi tecniche del sito. Abbiamo seguito lo stesso approccio con Peerbie, passato da Framer a WordPress; nei sei mesi successivi la visibilità è cresciuta di cinque volte. Se state pianificando una migrazione, date un'occhiata al nostro servizio SEO o parliamone.